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Lunedì 04 Febbraio 2008 14:15 |
Sono passati già alcuni anni dalla famosa pubblicità di una nota marca
d’abbigliamento sportivo, nella quale i migliori calciatori del pianeta
si sfidavano all’interno di una gabbia, con un attempato Eric Cantona,
fresco di ritiro, a fare da mattatore e arbitro dell’evento al tempo
stesso. EA ha creduto in passato nella possibilità di poter ricreare su
console la medesima tipologia di calcio, slegato dalle regole del campo
a 11, arricchendolo di molte combo spettacolari quanto improbabili,
forti del successo che aveva già riscosso la medesima concezione
applicata al basket.
Ormai siamo prossimi al terzo episodio del franchise, pronto ad
approdare sulle console di nuova generazione, con alcune novità sia nel
gameplay che nell’aspetto stilistico dei protagonisti sul campo.
Genere: Sportivo
Giocatori: 1
Data uscita: Febbraio 2008
Calcio e samba, capitolo terzo
Abbiamo avuto modo di provare la demo di FIFA Street 3,
rilasciata nei giorni scorsi sia su Xbox Live Marketplace che sul
Playstation Store, constatando immediatamente la voglia degli
sviluppatori di cambiare l’esperienza di gioco, dandole una
caratterizzazione grafica completamente nuova. Nella demo è possibile
selezionare solamente due squadre, Brasile ed Inghilterra, che si
affronteranno in un match della durata complessiva di cinque minuti. Si
può modificare la composizione dei cinque titolari, scegliendo
rispettivamente il portiere, un difensore, due centrocampisti e un
attaccante. Ogni giocatore è dotato di una classificazione, da una fino
ad un massimo di cinque stelle, che identifica la sua qualità globale,
mentre cliccando triangolo, si visualizza una schermata di dati più
specifica, che descrive alcune caratteristiche come la capacità di
tiro, di velocità, di difesa, la forza e l’abilità nel dribbling. Una
volta apportate le modifiche desiderate ci lanciamo sul campo di gioco.
Come già abbiamo avuto modo di vedere in questi mesi, il primo elemento
che salta all’occhio è la caratterizzazione decisamente e volutamente
caricaturale dei calciatori. Ognuno di essi ricorda nelle movenze la
controparte reale, ma sembra inevitabilmente uscito da un quadro di
Modigliani per i lineamenti molto sottili e slanciati (e immaginatevi
quindi cosa può essere diventato il già magrissimo Peter Crouch). Se in
un primo momento l’idea risulta simpatica, ad una più attenta analisi
non si può non rimanere perplessi di fronte a questa scelta che avrebbe
avuto un sicuro impatto su Playstation 2, ma che appare quantomeno
discutibile in questa generazione, nella quale ci si sta avvicinando
rapidamente al fotorealismo.
L’arena in cui ci si trova a gareggiare non presenta novità degne di
nota rispetto a quelle dei precedenti episodi: l’ambientazione è quella
classica per i campetti di periferia, con grandi e monotoni palazzi a
circondare il campo di gioco, un cavalcavia che lo sovrasta e una marea
di graffiti colorati sui muri perimetrali.
Impostazione tradizionale ma nuove mosse disponibili
L’impostazione generale di gioco è rimasta quella classica per la
serie, con grandi evoluzioni acrobatiche palla al piede, reti di
passaggi ai limiti della fisica, conclusioni a rete fulminee e
devastanti. Non mancano però alcune novità, sia nel sistema di
controllo che nel parco mosse. Il cambio di giocatore, ad esempio, ora
avviene mediante il tasto L1, basandosi sulla tipologia di controllo
derivata da Pro Evolution, al quale si è adattato anche il cugino
maggiore FIFA 08. Per il resto è ancora possibile effettuare dribbling
funambolici palla a terra, per mezzo della levetta analogica destra,
oppure palleggiare, scavalcando di netto gli avversari in corsa e
andando al tiro o al passaggio, mediante la pressione del tasto
triangolo. Non sono più presenti le scivolate, sostituite da un
contrasto duro, attivabile con il tasto quadrato, e che ricorda più una
mossa di Capoeira rispetto agli interventi normalmente visibili sui
campi di calcio. Sembra comunque una scelta azzeccata, dal momento che
in passato era fin troppo semplice, mancando ogni tipo di arbitraggio,
portare via la palla agli avversari con entrate a dir poco assassine.
Altra innovazione è rappresentata dalla corsa sui muri palla al piede,
grazie alla quale i giocatori si possono liberare della loro marcatura,
sia percorrendo il muro in orizzontale, che effettuando una capriola
per poi riatterrare alle spalle del proprio avversario.
Il Gamebreaker, marchio di fabbrica dei titoli targati EA Canada, non
poteva mancare anche in questa occasione. Ci sono comunque alcune
variazioni rispetto alla concezione classica: infatti è sempre
necessario effettuare prolungate combo e acrobazie per poterla
riempire, ma se si perde palla mentre si sta cercando di concludere una
di queste evoluzioni, la barra rimarrà di colore giallo e continuerà a
scendere progressivamente fino a quando non riuscirete a fare
nuovamente vostro il pallone. Una volta attivato il turbo poi, questo
non si risolverà in un unico devastante tiro, ma ci sarà una sorta di
conto alla rovescia e, sebbene abbastanza complicato da mettere in
pratica, sfruttando a dovere il tempo a disposizione, sarà possibile
mettere a segno anche due reti. Ovviamente lo stesso vale anche per i
giocatori controllati dalla CPU e questo non fa che aumentare i colpi
di scena e i cambi di risultato repentini.
Per quanto riguarda la componente tecnica, non abbiamo riscontrato
nessun tipo di rallentamento durante le fasi di gioco, sempre molto
rapide e fluide nel loro svolgimento. L’audio invece non ci ha
convinto, avvicinandosi troppo palesemente alle note di sottofondo dei
precedenti episodi.
(www.spaziogames.it)
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