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NDS
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Sabato 10 Novembre 2007 16:55 |
Il fenomeno psico-sociologico chiamato “Simpson” nasce negli anni 80
nella terra a stelle e strisce dall’estro e dalla penna di Matt
Groening. Non ci volle molto ad intuire il futuro che la famigliola
gialla avrebbe avuto negli anni a venire e, dopo essere stato esportato
in tutti i paesi del mondo, tra cui il nostro, dopo essere approdato
anche sul grande schermo con il recente “Simpson – il film”, eccoci
ancora una volta a parlare di Homer, Bart e compagnia bella: questa
volta si tratta di un videogioco, prodotto e sviluppato per quasi tutte
le console al momento presenti sul mercato. Ad Electronic Arts, l’arduo
compito di sfruttare al meglio la licenza concessa. Scopriamo insieme
se – nella versione per Nintendo ds - ci riesce.
Genere: Platform
Lingua: italiano
Giocatori: 1-2
D’oh!
Quale inizio migliore per questo gioco, se non una bella scena di Homer
in mutande, sdraiato sull’ormai famosissimo divano di casa Simpson? E’
proprio così che prende avvio la nostra avventura. Il gioco prevede 16
miniepisodi che si svolgono naturalmente a Springfield. Le “missioni”,
se così mi è concesso definirle, sono le più svariate, spesso non
collegate tra di loro, ma hanno comunque come obiettivo quello di
risolvere una situazione piuttosto complicata: dal liberare la
cittadina da un attacco alieno, all’invadere la fabbrica di gas nocivi
del signor Burns; insomma tutti i componenti della famiglia Simpson, si
trasformeranno in super eroi, dotati di particolari poteri che li
aiuteranno nei loro compiti. L’ironia tipica dei nostri beniamini viene
portata quasi all’estremo anche in questo gioco. Ogni episodio ha sullo
sfondo un film famoso, o un videogioco da sbeffeggiare. È cosi che
“Batman Begins” diventa ad esempio Bartman Begins; nulla viene
risparmiato, perfino il grande capolavoro chiamato “Zelda” verrà
“simpsonizzato”. Uno degli episodi più belli, del quale conviene
parlare, è quello in cui Marge si ritroverà a combattere contro il
sindaco Quimby, colpevole di aver indetto il “Grand Theft Scratchy
day”, giornata in cui è concesso fermare le auto per strada e intimare
al loro conduttore di scendere, tutto in pieno stile GTA.
Definire il genere del gioco è alquanto difficile. In “the Simpson
game” si mescolano tratti di puro platform, a sequenze in pieno stile
“picchiaduro a scorrimento 2d”, creando l’impressione di un classico
gioco retrogame. Ogni singolo episodio, vede impegnati più membri della
famiglia contemporaneamente. Potremo, infatti, trovare Homer a far
coppia con Bartolomeo (sì, per chi non lo sapesse il nome completo di
Bart è proprio Bartolomeo), oppure ancora Lisa con Marge e Maggie;
insomma l’universo Simpson c’è tutto, ogni personaggio della serie
trova posto in questo videogioco, finanche ad arrivare a Grattachecca e
Fichetto. I comandi di gioco e la dinamica dello stesso sono alquanto
semplici, ed è forse questa una delle ragioni che a primo impatto
potrebbero far pensare a un gioco non riuscito. Il d-pad muove il
personaggio, il tasto B lo fa saltare, e gli altri tasti servono a
utilizzare le tecniche proprio di ciascun personaggio. A proposito di
questi, dobbiamo dire che si alterneranno in ogni livello in maniera
obbligatoria. Cioè, non saremo noi a decidere quale eroe utilizzare, ma
sarà la cpu a selezionare chi dovrà compiere quella frazione di gioco,
anche perché saranno solo i poteri di quel dato simpson a consentirci
di avanzare alla porzione di livello successiva. È una sorta di
co-operazione tra i protagonisti, sarà per esempio soltanto Homer a
poter premere dei pulsanti per aprire cancelli, e sarà solo Bart ad
esempio a poter azionare leve per mettere in moto alcune piattaforme;
insomma ogni personaggio ha la propria funzione e sarà solo grazie
all’unione delle forze che si riuscirà a superare gli ostacoli. Il
gioco si snoda sia in orizzontale sia in verticale e del resto i due
schermi del ds aiutano molto a livello di vastità spaziale. La mobilità
dei personaggi non è perfetta, soffre di una certa pesantezza, ed è
soprattutto nei combattimenti che doveva essere evitata. Se questo
problema può essere giustificato in Homer - a causa del suo fisico non
perfettamente longilineo - non può altrettanto essere scusato negli
altri personaggi. I combattimenti corpo a corpo con i numerosi nemici
che ci si parano di fronte in ogni livello non sono ben fatti, e come
detto i movimenti sembrano troppo meccanici, quasi guidati da fili per
burattini. Per fortuna il concept di gioco non si esaurisce qui, anzi,
i combattimenti non rappresentano l’essenza precipua del gioco. Ogni
livello contiene anche dei minigiochi, o dei puzzle molto semplici da
risolvere, i quali ricordano anch’essi alcune glorie dei retrogame.
Così ad esempio Bart si troverà ad eliminare alieni come in “Space
invaders” o ad attraversare fiumi come nel primo e classico “frog”. La
longevità del gioco non è eccellente. Ogni livello in sé non corto, ma
il totale di 16 non ci terrà occupati per molto, soprattutto per la
facilità di alcuni passaggi e per una completa assenza di I.A.,
ricordando che anche i nostri nemici si muovono come burattini durante
i combattimenti e che basta scostarsi di pochissimo dalla loro visuale
affinché ci lascino in pace senza attaccarci. L’uso del pennino è
limitato ad alcune particolari azioni collegate soprattutto con i
poteri dei vari personaggi, oppure è utilizzato nel menù iniziale
quando ci viene concesso di “giochicchiare” con Homer, potendolo
inboccare con ogni tipo di alimento, fargli la barba o altre simpatiche
operazioni, insomma una sorta di tamagotchi, o meglio “tamaghomer”!
I personaggi
Per creare un buon gioco sui Simpson, occorre la presenza di tutti i
personaggi che ne fanno parte, è ovvio. Questo è quanto avviene
pienamente nel gioco. I protagonisti, com’è facile aspettarsi, sono:
Homer, Marge, Lisa, Bart e alle volte anche la piccola Maggie. Tutti
gli altri trovano un ruolo diverso: alcuni li avremo come nemici, altri
invece come cooperanti, specie quando Marge sfrutta il potere di cui
andiamo subito a parlare. Questa dispone di un megafono tramite il
quale riesce ad “ipnotizzare” gli altri abitanti della cittadina e
fargli compiere determinate azioni: sarà possibile mandarli a
combattere in prima linea o utilizzarli per spostare determinati
oggetti. Il potere di Homer è invece alquanto diverso; questi sarà in
grado di fagocitare qualsiasi cosa e dopo averlo fatto, di gonfiarsi
come una palla e travolgere tutto ciò che gli si para contro, oppure
ancora di alzarsi in volo per brevi tratti. Il nostro Bart invece sarà
in possesso della sua inseparabile fiondo, grazie alla quale sarà in
grado di colpire nemici, ma anche pulsanti situati a grandi distanze o
bersagli specifici per attivare porte o piattaforme, o ancora sarà
capace di utilizzare un rampino per arrampicarsi. Lisa è dotata invece
di una forza sovraumana, rappresentata dalla “mano di Buddha” grazie
alla quale potrà spostare massi enormi, autovetture o qualsiasi cosa si
pari davanti il nostro cammino. La piccola Maggie avrà un ruolo
particolare: intrufolarsi in piccole insenature e attivare comandi
particolari che consentiranno al nostro personaggio di proseguire nel
livello. Tutti per uno, uno per tutti!
Grafica & Sonoro
Il disegno del gioco è alquanto semplice, i personaggi ridotti ai
minimi termini senza grossi particolari. Nonostante ciò, rispecchiano
le loro controparti “reali”, par don, “video reali”. Le ambientazioni
non seguono un filo logico, cosi che potremo ritrovarci in mezzo a
boschi, a palazzi o ancora tra lo spazio. A proposito dei background
forse ci si poteva aspettare di più, essi a volte appaiono scarni e lo
sfondo molto spesso è colorato in unica tinta, con tutti oggetti
statici. Nonostante questi piccoli difetti, tutto è in linea con lo
stile del cartone animato e non dispiace affatto osservare una
Springfild “pastellossa” e vivace. L’aspetto visivo viene innalzato
dalle meravigliose cut scene , simili a dei miniepisodi, tanto che
verrebbe da desiderare – per il futuro – delle cartucce per Ds
contenenti nuovi episodi della serie.
I dialoghi sono tanti, il copione davvero folto, circa 8000 righe di
dialoghi. Le voci sono quelle originali della serie animata, e
perfettamente sincronizzate. Durante il gioco, ogni personaggio si
lascerà scappare insulti ai nemici, specialmente Bart, anche se spesso
queste frasi sono sempre le stesse e potrebbero alla lunga stancare. Il
linguaggio non risparmia nemmeno le parolacce, puntualmente bippate. La
musica di sottofondo inziziale è certamente quella originale.
Nonostante le caratteristiche hardware del ds, il sonoro è ben fatto,
per cui audio e video vengono promossi.
(www.spaziogames.it)
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