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PC
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Venerdì 18 Aprile 2008 14:19 |
A sei mesi dal successo riscosso sulle console di nuova generazione,
Assassin’s Creed fa capolino anche su PC, per l’occasione rinvigorito
con una Director’s Cut Edition, forte di quattro nuove modalità di
raccolta degli indizi.
Per quanto i controlli tramite mouse e tastiera si rivelino fin da
subito poco adatti a padroneggiare la notevole fisicità di Altair,
l’utilizzo quasi obbligato di un gamepad permetterà anche ai possessori
di PC di immergersi in quel medesimo mondo incredibilmente vivo e
dinamico che finì per incantare tutto il mondo videoludico.
Genere: Azione
Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Distributore: Ubisoft
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Bello impossibile
Le tre città esplorabili, Gerusalemme, Damasco ed Acri, sono le vere
protagoniste del gioco, e le parole difficilmente bastano a spiegare
quanto vive e realistiche esse appaiano al giocatore. Centinaia di
passanti per le strade, tra mendicanti, ricchi mercanti, nobili,
portatrici di giare ed oratori; possibilità di scalare ogni superficie,
ed elevarsi per godere di viste favolose; ed ancora mercatini, piazze,
fontane, cattedrali, viuzze, il tutto ricostruito con un livello di
dettaglio ed un realismo storico incredibili.
Tutto ciò che su Xbox 360 e Playstation 3 sembrava splendido e perfetto, su PC è addirittura meglio.
Il livello di definizione delle textures è rimasto pressochè
inalterato, ma grazie alla migliore qualità di filtraggio delle odierne
schede grafiche disponibili per PC, il risultato finale risulta nel
complesso superiore soprattutto rispetto alla versione PS3, mentre
sostanzialmente simile alla controparte per 360 (se si esclude appunto,
la maggior risoluzione a video disponibile per PC). Come era
prevedibile, per gustarsi il titolo al massimo delle possibilità
offerte dall'engine, il gioco richede una componentistica hardware da
record; la base da cui si parte è un sistema dual core, ma per poter
godere appieno dello splendore grafico di Assassin’s Creed occorreranno
un ampio quantitativo di RAM ed una scheda grafica high-end.
Con tale dotazione il gioco scorrerà fluido, ed i rallentamenti saranno
talmente sporadici da passare quasi inosservati. Ci è sembrato
migliorato anche il comparto audio, che riesce ora a riprodurre
perfettamente la cacofonia prodotta dalle affolate città, con
un’equalizzazione ed una definizione davvero soprendenti.
Le animazioni create per Altair lasciano a bocca aperta: dalla
camminata, alla scalata, al combattimento l’asashin si muove con la
grazia e la ferocia di un felino, facendo anche dell’azione più
semplice un piacere per gli occhi. Purtroppo questo state of the art è
dedicato solamente al protagonista: gli NPC, per quanto animati
discretamente, sfigurano a confronto, contribuendo nondimeno a
sottolinearne l’assoluta superiorità fisica.
La storia che muove il tutto è ben più articolata di quanto ci si
potrebbe aspettare. Per non rovinare la sorpresa al popolo del PC, ci
limiteremo a dirvi che Altair non è l’unico personaggio che avremo
occasione di impersonare, e le Crociate non saranno l’unico periodo
storico toccato dall’inconsueto plot.
A killer’s tale
Nei panni di un giovane assassino a contratto, membro di una
confraternita di nostri pari, il nostro compito è quello di eliminare
di volta in volta personaggi “scomodi”, al fine di preservare la pace.
In seguito all’ennesima insubordinazione, dovuta al nostro carattere
poco ligio ai dettami dell’ordine, ci ritroveremo degradati e privati
di buona parte del nostro equipaggiamento. Per recuperare il rango e
l’onore la confraternita ci commissionerà nove assassinii di personaggi
chiave; ogni incarico prevede una fase di preparazione, e la cura che
vi riporremo sarà direttamente proporzionale ai vantaggi di cui godremo
al momento dell’esecuzione.
Giunti nella città in cui si trova la potenziale vittima, dovremo
preoccuparci di raggiungere quanti più punti panoramici possibile;
essi, segnati sulla mappa, sbloccheranno via via delle tipologie
d’indagine che potremo compiere per raccogliere utili informazioni sul
bersaglio. Vi sarà ad esempio da borseggiare qualcuno, origliare una
conversazione, intimidire un malcapitato per estorcere informazioni;
questa Director’s Cut Edition aggiunge al carnet altre 4 modalità
d’indagine, a dire il vero un po’ più dinamiche delle precedenti, ma
troppo legate ad eventi vistosamente scriptati, che tendono a fare a
pugni con la struttura aperta e libera che caratterizza il gioco.
Effettuate una o due indagini, saremo pronti per recarci al
distaccamento locale della confraternita e ricevere il via libera per
l’esecuzione; è consigliabile tuttavia portare a termine tutte le
indagini a disposizione, assicurandoci così di avere ogni vantaggio
possibile sul nemico quando la situazione inizierà a scottare.
Ottenuto il via libera, procederemo ad eliminare il bersaglio; anche
qui la libertà d’azione è totale, e starà solo a voi decidere se
cimentarvi in un assassinio pulito o trasformarlo in una battaglia
campale. E’ in questi momenti dove Assassin’s Creed riesce a dare il
meglio di sé, dove la finzione si avvicina alla reltà, dandoci la
palpabile sensazione di far parte di un mondo dalle infinite
possibilità, che si muove e reagisce alle nostre azioni.
Le armi a nostra disposizione saranno quattro: la famigerata lama
nascosta nella manica, adatta ad assassinii improvvisi e silenziosi,
due spade una lunga ed una corta, e delle lame da lancio. Il
combattimento con le spade è basato in larga parte sulle contromosse,
da attivare con il giusto tempismo quando un nemico prepara un
fendente. Esse ci permetteranno di tenere a bada anche gruppi di nemici
molto numerosi, i quali peraltro attaccheranno sempre solo uno per
volta, facilitandoci il compito.
Nonostante le scelte poco realistiche, una volta entrati nell’ottica le
fasi di combattimento sapranno divertirvi ed appagarvi, soprattutto se
imparerete a sfruttare l’ambiente introno a voi a vostro vantaggio.
Repetita iuvant…?
Fatto il nostro dovere, non ci resterà che rientrare alla base,
ottenere equipaggiamento e potenziamenti come ricompensa, e procedere
verso la prossima vittima. Le uniche varianti al gameplay saranno dare
aiuto a cittadini imprigionati dalle guardie, in cambio di elementi di
mimetizzazione per i nostri incarichi, oppure la raccolta delle molte
tipologie di bandiere disseminate negli angoli più impensabili delle
tre città. E’ proprio in questa limitatezza che si annida il difetto
più grosso di questa mirabile produzione: aprire al giocatore le porte
di un mondo vastissimo, realistico e dinamico per poi fargli ripetere
ad oltranza le stesse identiche azioni è un controsenso, che ha diviso
critica e pubblico al tempo del rilascio su console.
La falla è evidente ed innegabile, e molto è stato già detto al
riguardo. Tra chi ha osannato questo titolo, e chi l’ha denigrato,
preferiamo porci nel mezzo: la ripetitività è innegabile, ma
ciononostante non si può dire che Assassin’s Creed non sia ingrado di
far provare delle emozioni, di appassionare, in sostanza, di
intrattenere efficacemente. Una maggiore varietà d’azione ne avrebbe
fatto il capolavoro definitivo, ma così com’è rimane comunque
un’esperienza da provare assolutamente.
Questa versione PC, al di là delle aggiunte scarne e poco
contestualizzate, si rivela un ottimo porting, che riesce ad utilizzare
tutta la potenza degli odierni PC per regalare una dettaglio grafico
senza precedenti.
Il sistema di controllo tramite mouse e tastiera è assolutamente da
evitare, e dispiace che la possibilità di utilizzare i controller di
Xbox 360 su PC non sia stata sfruttata a pieno mantenendo lo stesso
layout dei tasti.
(www.spaziogames.it)
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