Chi è online?
31 visitatori online
|
PSP
Martedì 25 Dicembre 2007 18:42
| Genere |
Produttore |
Sviluppatore |
Lingua |
Giocatori |
|
|
|
|
|
|
Una dura battaglia si prospettava, un grande eroe sarebbe dovuto
nascere, ma il destino volle che la fredda falce della morte portasse
il predestinato guerriero nel mondo degli spiriti prima che esso
potesse dimostrare il suo valore. Sir Daniel Fortesque è il suo nome,
ed ora è tornato sotto fredde spoglie per liberare Gallowmere dal male
che la opprime e entrare, così, nella cerchia degli eroi immortali. Dopo una generazione di letargo, come si comporterà lo scheletro più famoso della storia dei videogiochi ?
Genere:
Versione: Europea
Lingua: Multi 5 - compreso Italiano
La dura morte di un eroe
Questo terzo episodio di Medievil (di cui i primi due sono apparsi per
Psx rispettivamente sette e cinque anni or sono) ripercorre il
risveglio di Sir Daniel Fortesque, rievocato per salvare la terra di Gallowmere dal malvagio e onnipresente Zarok. Il nostro Sir preferito ha in più, rispetto alla versione originale del primo Medievil, un aiutante-guida: Al-Zalam, simpatico genio intenzionato a trasformare la testa del nostro alter ego virtuale nel suo negozio!
Gli elementi visti all’epoca (si parla del 2000 per l’ultima avventura,
ovvero anni luce per il mondo dei videogiochi) sono tutt’ora presenti:
il gioco risulta ancora come un ibrido tra action e platform con facili
enigmi da risolvere tramite l’esplorazione accurata delle varie zone di
un livello. Le varie località della terra di Gallomwere risultano
abbastanza varie anche se, in un certo senso, non viene garantita un
grandissima libertà di ricognizione: gli enigmi limiteranno parecchio
il vostro cammino, riducendolo a un semplice schema di causa-effetto,
risolvibile in pochi passaggi. Medievil può essere considerato da
sempre anche un picchiaduro, una specie di action – gdr, dove sarà
possibile acquisire nuove tecniche (attraverso il riempimento del
famoso calice delle anime e il susseguente ingresso nella Sala degli
Eroi) e nuove armi (anche da lancio) per affettare al meglio i nemici.
proprio i vostri antagonisti risultano essere una delle note più
dolenti del gioco: infatti più che attaccarvi senza un criterio, alla
faccia dei programmatori che si impegnano per dare sempre più
intelligenza artificiale ai personaggi, altro non faranno. Per il
vostro Dan sarà quindi facile agitare la spada e liberarsi la strada
con pochi fendenti. Effettuare un attacco preciso diverrà pressoché
difficile data la cattiva gestione degli impatti della spada sul nemico.
I boss, lungi dall’essere memorabili, hanno la peculiarità di subire
sempre il medesimo colpo per cui, una volta individuato il punto
debole, sarà facile sbarazzarsi del cattivone di fine livello.
Al corpo originale del gioco si aggiungono dei simpatici mini – giochi,
impiegabili anche nel multipalyer (niente condivisone con un solo Umd,
preparatevi quindi a trovare qualche amico che condivida con voi questa
sfida e la sua copia di gioco). Questi, durando poco tempo, sono
perfettamente giocabili su una console portatile anche se, alla lunga,
per la loro monotonia, potrebbero tediare.
Quindi nulla di nuovo sotto il sole per quanto riguarda il gameplay,
ripetitivo e, in molte fasi, per chi avesse già giocato al primo
episodio, identico a quei giochi usciti sette e cinque anni fa. Peccato
perchè la delusione per chi si aspettava qualcosa di innovativo per il
dirompente ritorno di Dan, sarà davvero cocente.
La morte ti fa bello
Graficamente questo Medievil: Resurrection
risulta ben realizzato, soprattutto se si pensa che è uno dei primi
titoli per Psp: le ambientazioni ricalcano perfettamente lo stile
dell’originale e, seppur nella loro grossolana semplicità, ovviate da
texture strutturate correttamente, riescono a immergere parzialmente il
giocatore nello spirito del gioco. In loro soccorso giungono gli
effetti di luce, davvero ben congeniati, capaci di rendere ogni
situazione molto evocativa senza mai rallentare notevolmente il motore
grafico. Purtroppo non si può dire lo stesso dei nemici: certo, sono
ben differenziati (si và dagli zombie alle zucche, alle piante in stile
‘Piccola bottega degli orrori’ agli scheletri), ma hanno una certa
impossibilità deambulatoria e una bassa caratterizzazione nell’aspetto
che potrebbe infastidire i giocatori più esigenti. Gli zombie, per
esempio, sembreranno più delle marionette senza personalità, formate da
pochi e squadrati poligoni, pronte a immolarsi sulla vostra lama. Sir
Daniel, soggetto di un buon restyling a puro livello estetico (la sua
armatura luccica piacevolmente), si muove con facilità nella corsa
anche se, a volte, soprattutto durante i salti, risulta un po’ troppo
rigido e poco snodato. Non si tratta di un vero e proprio difetto,
considerato il fatto che lo scheletrico eroe ha le medesime movenze di
un tempo; solo che ora, a distanza di molti anni dalla sua prima
sortita, ci si aspetterebbe qualche miglioramento in più dal punto di
vista pratico e estetico.
I filmati, come da tradizione di Cambidge Studios, sono decisamente di buon livello, anche se, molto simili agli originali.
La telecamera risente del vecchio difetto di sostare sempre nei luoghi
meno opportuni: a volte vi capiterà di non capire chi state colpendo !
La colonna sonora è composta da classica musica gotica, ben
orchestrata, tant’è che sembra pescata direttamente da un film di Tim
Burton. Il parlato, completamente in italiano, è accettabile, anche se
alcuni doppiaggi sono veramente poco appassionati e fanno davvero
capire quanto siano recitate le parti di alcuni personaggi. Gli effetti
sono davvero ben curati e le sonorità sono varie e limpide anche per le
orecchie meno esperte.
Quanto tempo per salvare Gallowmere ?
Per completare la missione principale, con la conquista di tutti i
calici, vi basteranno poco più di sei ore. Un buon tempo, considerato
il fatto che si tratta di una console portatile, al quale va ad
aggiungersi il fattore minigioco: diversi di questi, come la ‘Freccia
del fato’, riescono a catturare quanto basta l’attenzione del giocatore
in modo da portarlo a ri - giocarli molte volte. I sub - games (otto in
totale) possono essere anche impiegati nel multiplayer che, tramite la
connessione Wi fi, vi permetterà di sfidare un vostro amico, in sfide
sempre più appassionanti.
La giocabilità, come detto precedentemente, è buona, nonostante sia
minata da una gestione impropria della telecamera; ciò nonostante, i
comandi rispondono bene, anche se a volte è quasi impossibile
selezionare con R il nemico da attaccare, senza non colpire anche gli
altri che vi stanno intorno. Alla fine il tutto si risolverà con una
semplice e ripetuta pressione del pulsante X (attacco rapido). Quasi
inutilizzati giaceranno il pulsante quadrato (attacco potente) e il
triangolo (scatto con affondo) perché poco pratici e lenti da eseguire,
tant’è che, nel mentre che tenterete di effettuare una mossa a
rotazione con quadrato, quasi sempre un mostriciattolo interverrà
rovinandovi il tutto.
(www.spaziogames.it)
|
Filpiweb.com - Powered by Admin Filpiweb Sito ottimizzato per browser Mozilla Firefox 2.0 e superiori
|