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PSP
Martedì 01 Gennaio 2008 15:52
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Produttore |
Sviluppatore |
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Crash rappresenta ormai un’icona per il mondo videoludico. Negli anni
in cui Nintendo spadroneggiava con Mario e Sega teneva il passo grazie
a Sonic, anche Sony decise di entrare in campo con un nuovo personaggio
che potesse far breccia nell’immaginario collettivo e divenire un mezzo
per diffondere il proprio marchio con rapidità. Oggi, a più di dieci anni di distanza, sappiamo che il nostro allegro
marsupiale rosso ne ha passate di tutti i colori, “saltando” tra le
mani di diversi team e talvolta perdendo parte della sua verve
originaria. Nell’ultimo periodo Sierra si è accaparrata i diritti per la produzione
del nuovo episodio: con Crash of the Titans non abbiamo solamente
l’ennesima avventura di questo esuberante eroe ma proprio una
ridefinizione del franchise, quanto ad aspetto del protagonista,
strutturazione dei livelli e gameplay.
Genere: Platform
Lingua: Italiana
Giocatori: 1
Neo non molla mai
Ancora una volta Neo Cortex sta tramando per riuscire a conquistare il
mondo. I suoi esperimenti lo hanno condotto alla creazione di creature
enormi e pericolose, dei veri e propri titani. Crash inizierà un
viaggio per cercare di bloccare i propositi del bizzarro scienziato, il
quale nel frattempo ha rapito Coco e la maschera Aku Aku. Quest’ultima
verrà liberata in extremis prima che la nave di Cortex sia fuori
portata e si rivelerà un alleato fondamentale per tutto il corso
dell’avventura.
La strutturazione dei livelli è piuttosto differente rispetto a quella
classica per la serie, con una visuale tridimensionale e la possibilità
di muoversi con una discreta libertà, seppur nei limiti dei “binari”
previsti in ogni livello.
Le ambientazioni sono variegate, cercando di avvicinarsi a quanto già
visto negli altri titoli platform per PSP (ad esempio Daxter). Al di là
di queste considerazioni bisogna comunque constatare una certa
linearità del percorso, che non presenta idee particolarmente originali
o inedite per il genere.
Già ad una prima occhiata il protagonista appare cambiato rispetto ai
precedenti episodi, la sua criniera è ancora più sbarazzina e
l’espressione stralunata come non mai. Peraltro le differenze non
risiedono soltanto nell’aspetto esteriore di Crash ma anche nelle mosse
che è in grado di eseguire: nelle prime fasi avremo a disposizione un
singolo tipo di attacco con il tasto quadrato, basato su una serie di
ciondolanti cazzotti; in un secondo tempo, proseguendo il cammino, si
impareranno alcune combo più efficaci che comprenderanno anche
l’utilizzo di un super calcio ricorrendo al tasto triangolo. Il doppio
salto è stato ripreso dai precedenti capitoli, mentre è del tutto nuovo
il movimento centrifugo per mezzo del quale Crash riesce a planare
lentamente negli spazi vuoti. La tipologia della mossa ricorda da
vicino le eliche da elicottero che utilizza Clank sulle spalle di
Ratchet oppure le grandi orecchie rotanti di Rayman.
I titani sono ovunque
Come si evince dal titolo, comunque, il fulcro del gameplay è
rappresentato dal controllo dei titani: grazie all’ausilio della
prodigiosa maschera di Aku Aku, Crash può assumere il controllo di
qualunque bestia. Prima di tutto dovrà tramortirle attraverso le combo
di calci e pugni, andando a riempire una barra verde formata da tante
piccole stelle, in seguito sarà sufficiente premere il cerchio per
salire in groppa al titano ed assumerne il pieno e totale controllo.
Alla guida di questi colossi sarà molto più semplice sconfiggere gli
altri avversari, passando poi da un corpo all’altro per fare piazza
pulita dell’area nella quale state sostando.
I titani sono divisi in varie tipologie, ognuna con un suo aspetto e
degli attacchi specifici da poter compiere. Il primo che incontriamo è
un bipede in grado di colpire sia con le possenti braccia, sia
concentrando le proprie energie e facendo uscire dal terreno una serie
di grandi e affilati aculei. Altri, invece, lanciano dardi di colore
viola ad una media distanza e sfruttano anche un sistema di puntamento,
permettendovi di colpire da lontano ed evitare di subire danni. Non
mancano nemmeno i pesi massimi, come ad esempio una sorta di mammuth,
lento negli spostamenti ma assolutamente devastante se gli si lascia il
tempo di preparare i propri attacchi e un altro colosso capace di
rotolare come una sfera e travolgere chiunque cerchi di bloccare in
qualche modo il suo incedere.
Oltre alle normali sessioni a piedi, oppure a cavallo dei titani, sono
presenti anche divertenti fasi di “discesa libera”. In questi momenti
Crash estrarrà la maschera di Aku Aku, utilizzandola come se fosse un
vero e proprio snowboard. Si può scendere a velocità sostenuta sia da
grandi spazi scoscesi che rampe metalliche, cercando di raccogliere
delle piume disseminate per il percorso e di evitare al contempo le
distese di mine, sterzando oppure saltando repentinamente.
Inoltre si possono raccogliere una serie di altri oggetti, anzitutto
delle sfere di colore azzurro che costituiscono la moneta del gioco e
permettono di sbloccare nuove abilità, oltre ad alcuni pupazzetti
sparsi per i vari i livelli i quali, una volta recuperati, permettono
di accedere a curiosi contenuti extra come ad esempio immagini e
bozzetti preparatori delle varie ambientazioni.
I livelli bonus sono stati mantenuti ma anch’essi sono profondamente
differenti rispetto a quelli classici per la serie. Si arriverà nei
pressi di una nube di colore azzurro sulla cui estremità compare
l’icona del tasto cerchio da premere. A questo punto il corpo del
protagonista verrà risucchiato all’interno, quasi come se si trattasse
di un passaggio di collegamento ispirato allo Stargate e ci si troverà
proiettati in un’arena circolare all’interno della quale si dovranno
portare a termine alcuni compiti specifici entro un tempo limite.
Comparto Tecnico
Dal punto di vista tecnico non ci sono particolari difetti da
sottolineare. La realizzazione dei livelli è più che discreta, e anche
le azioni a cavallo dei titani, a parte qualche piccolo rallentamento
in alcuni punti particolarmente affollati, sono piuttosto fluide e
godibili. Non ci si attesta sui livelli di eccellenza di Size Matters
ma comunque, viste le premesse precedenti all’uscita del titolo, c’è di
che rimanere soddisfatti. L’audio non è niente di eccezionale,
presentando alcune tracce di sottofondo piuttosto anonime sia
all’interno del menù che nel corso dei vari livelli.
(www.spaziogames.it)
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