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PSP
Venerdì 29 Febbraio 2008 14:43
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Una delle serie di calcio più amate è sicuramente rappresentata da Pro
Evolution Soccer. Fin dall’epoca degli episodi per PSone o addirittura
per SNES, la serie ha attirato una sempre maggiore utenza interessata
dalla possibilità data dal titolo creato da Seabass di creare
situazioni di gioco verosimili e intuitive con una giocabilità di alto
livello. Ci troviamo di fronte alla terza incarnazione di PES per PSP e vediamo se, stavolta, proprio tutto quello visto sulle console casalinghe è riportato sul portatile Sony.
Genere: Sportivo
Produttore: Konami
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
Lingua: Italiana
Giocatori: 1 - 2
Squadre e licenze
Partiamo subito con l’analizzare cosa il titolo di Konami offre
effettivamente all’utenza, ben conscio del fatto che da parte della
concorrenza le armi basate sulle licenze sono ben affilate e pronte.
Purtroppo, nonostante il successo planetario, PES 2008
offre ancora la presenza di alcune squadre munite di licenza e di
altre, purtroppo, mancanti di tale supporto. Vi ritroverete a giocare
non con il Manchester ma con una squadra che ne ricalca i colori
societari, con i medesimi giocatori (almeno questi dotati di licenza)
ma con un nome completamente diverso. Sicuramente, da tifoso e da
amante del calcio, mi sento preso in giro da questa situazione che si
protrae per anni e che non ha mai trovato soluzione, come se Konami
fosse riluttante nel fare uno sforzo economico che allieterebbe tanti
utenti. Le rose sono aggiornate a prima del mercato di gennaio e, non
si capisce il perché di questa indelicatezza nei confronti di un
giocatore scomparso, nel Siviglia appare ancora Puerta. Sembra che il
tutto sia stato sistemato in fretta e furia, come se il prodotto fosse
stato confezionato in tempi brevi quando, in realtà, PES 2008
per le console casalinghe ha fatto la sua apparizione sul mercato già
cinque mesi fa. Per il resto sono presenti diversi campionati originali
come la Seria A e la Liga Primera spagnola originali. Nel caso vogliate
personalizzare in tutto e per tutto le squadre, avrete a disposizione
un sostanzioso editor che vi consentirà di modificare i giocatori, sia
dal punto di vista estetico che tecnico, e registrarli in altre
squadre, senza dimenticare la possibilità di effettuare le convocazioni
delle nazionali. Il tutto sa molto di deja vu, però, stavolta, dobbiamo
dire che il titolo ricalca appieno quanto visto nella controparte per
PS2.
Una vita da mediano
Passando alle modalità, c’è da dire che Konami non ha lesinato sulle
opportunità offerte al giocatore: oltre alla classica amichevole, coppa
e campionato, troveremo la master league (modalità storica della serie
PES) e il world tour che consente di affrontare, con la propria
squadra, sfide in tutto il mondo con squadre che vanno dalla più
scadente alla migliore. La master league riporta in tutto e per tutto
le caratteristiche viste nelle conversioni casalinghe: l’evoluzione dei
giocatori, tutte le modalità d’acquisto come lo scambio e la
possibilità di investire sui giovani per farli crescere e diventare
campioni. Dovrete avere sempre ben chiara la strategia iniziale anche
per far quadrare il bilancio e non andare in rosso: acquistare un Vieri
(con tutto il rispetto) non garantirà un grande futuro per la vostra
squadra perché è già su di età e gli anni lo indeboliranno. Puntare
invece su un Pato o un Messi vi aiuterà ad avere una squadra fortissima
per molte stagioni. Stavolta vi sarà anche concesso di connettervi con
la versione di PES 2008
per PS2 e di scambiare i dati della Master League, in modo da portarvi
a spasso il campionato iniziato sulla console casalinga di Sony.
Un’innovazione (se così si può chiamare, dato che Fifa già dalla
seconda conversione per console Sony lo consentiva) che rallegrerà
tutti gli appassionati che l’hanno inseguita sino dalla prima
apparizione di PES su PSP. Per il resto non ci sono sostanziali novità,
oltre alle varie coppe e campionati anche personalizzabili e a una
scialba modalità allenamento, nonché la possibilità di effettuare i
soliti acquisti nel PES Shop. Il tutto garantisce una longevità elevata
che difficilmente vi farà lasciare presto la console.
Adesso potete mettervi il cuore in pace: non è presente il multiplayer
online ma solo un insignificante gioco in wireless tra due giocatori.
Pecca purtroppo clamorosa se calcolato quanto di buono hanno fatto i
programmatori.
Il calcio in platea
Passando al gioco in campo, la giocabilità di PES 2008
non varia rispetto alla controparte casalinga. Pensate che addirittura
mi trovo bene a impiegare l’analogico che risulta più preciso rispetto
alle vecchie versioni. Prima di scendere in campo potrete selezionare
la vostra formazione, modificare la posizione dei giocatori e creare il
vostro schema di gioco, insomma quanto di meglio la serie di Seabass
avesse dato all’utenza. Una volta salvate le vostre formazioni le
impiegherete ogni qualvolta vogliate, ma passiamo adesso al gioco vero
e proprio. Costruire azioni complicate, portare l’attaccante di fronte
al portiere con un pallonetto a scavalcare la difesa e passaggi veloci
saranno soddisfazioni che vi potrete togliere imparando al meglio i
comandi. Su PSP mancano due pulsanti dorsali ma Konami è riuscita
ugualmente a inserire il maggior numero delle giocate disponibili per i
calciatori. Per gli esperti della serie, le giocate saranno
effettuabili nella maniera più classica possibile, con una prontezza
nella risposta dei comandi praticamente perfetta. Purtroppo ho notato
qualche limitazione nella gestione da parte della CPU della zona
difensiva: a volte, anche ai livelli di difficoltà più elevati, i
difensori si faranno gabbare da un facile dribbling. Questa limitazione
riguarda anche il portiere che ha una I.A. altalenante: lo vedrete
effettuare parate strepitose così come cadere nell’errore di fare
papere clamorose. Il livello di difficoltà è piuttosto rimarcato, nel
senso che i più esperti posso evitare quello regolare e passare al
professionistico, vista la facilità piuttosto eccesiva del primo citato.
Lo stadio in miniatura
Graficamente il titolo è molto simile alla controparte per PS2; certo
mancano alcuni stadi e i giocatori non sono dettagliatissimi. Però
andiamo con ordine. L’ambientazione ricrea al meglio l’atmosfera degli
stadi reali, anche se non rendono bene l’idea delle grandi arene
calcistiche, così come invece fa Fifa. Il pubblico sembra avere una
sostanza e non è spalmato sugli spalti come avveniva in precedenza. I
modelli poligonali dei giocatori sono ben fatti e ricoperti da texture
definite, anche se le maglie originali risultano un po’ sfocate nei
loghi. Le movenze risultano fluide reali senza scatti innaturali.
Purtroppo si devono sottolineare i vistosi rallentamenti nei momenti
più concitati della partita soprattutto nelle aree di rigore quando si
riuniscono molti giocatori: un vero peccato perché con un briciolo di
attenzione in più non si sarebbe incorso in questo errore che
accompagna la serie su PSP.
Il comparto sonoro è praticamente inesistente: oltre ai classici cori
da stadio, di qualità mediocre, non avrete una telecronaca, ma solo un
annuncio del gol da parte di Marco Civoli. Un’occasione mancata per
sistemare questo altro difetto che la saga si porta appresso da tempo
su console portatile. La colonna sonora, invece, è ben fatta composta
da musiche aggressive e orecchiabili.
(www.spaziogames.it)
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