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Wii
Giovedì 21 Febbraio 2008 18:36
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C’eravamo lasciati, nemmeno un anno fa, con un Dragon Ball Z: Budokai
Tenkaichi 2 che ben si era comportato in occasione del suo esordio su
Wii, dimostrando di possedere tutte le carte in regola per poter
entrare nei cuori di tutti i fans del geniale autore Akira Toriyama.
Con molta curiosità si attendeva quindi questo terzo -e a quanto pare-
ultimo episodio ufficiale della serie, per verificare quanto di buono
sarebbero riusciti ad inventare gli sviluppatori nel tentativo di
colmare quei piccoli difetti presenti nel capitolo precedente. Ma non
dilunghiamoci oltre e andiamo a scoprire cosa bolle in pentola questa
volta.
Genere: Picchiaduro
Produttore: Atari
Sviluppatore: Spike
Distributore: Atari
Lingua: Giapponese - Inglese (testi a schermo in italiano)
Giocatori: 1 -2 (Wi-Fi Connection supportata)
Il ritorno di Dragon Ball Z
Diventare brand famosi non è una cosa comune nel mondo dell’animazione
giapponese, ma mai come in questo caso si potrebbe parlare di un vero e
proprio fenomeno in grado di riscuotere successo in modo universale e
da ormai molto tempo. La fama di Goku e compagni, nel corso degli anni
ha inoltre potuto contare su molteplici versioni videoludiche di cui,
per fortuna di tutti gli appassionati, le più recenti sono finalmente
ben riuscite a rappresentare in modo fedele, grazie ad un livello
qualitativo oggettivamente apprezzabile, tutto lo spirito dell’anime.
Così come era avvenuto nel precedente capitolo, anche questo Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3
altro non è che una conversione praticamente identica della versione
approdata a fine 2007 su PS2, con alcune sostanziali differenze che
avremo modo di approfondire in seguito. Se da un punto di vista
puramente tecnico appare fin da subito chiaro che non sono stati
apportati rilevanti miglioramenti a livello grafico, il primo impatto
risulta comunque più che convincente soprattutto grazie alla già ottima
qualità del prodotto in questione e da alcune intelligenti scelte che
hanno sostituito quelle della scorsa edizione rendendo la versione Wii
interessante e con più di una freccia al proprio arco. Ma procediamo
con ordine.
Goku in azione
A livello di struttura generale, rispetto al passato, la prima interessante differenza la potrete trovare nella modalità storia,
che per certi versi potrebbe essere considerata più breve, ma in realtà
risulta unicamente alleggerita di tutti quei combattimenti poco
avvincenti o scarsamente utili al fine di comprendere le vicende
narrate, che tutti i fans conosceranno ormai a memoria. In aggiunta a
questo, sono stati introdotti alcuni requisiti da soddisfare per poter
superare un particolare punto raggiunto, attraverso degli obiettivi che
non richiedono sempre e comunque la sconfitta totale dell’avversario,
ma potrebbero essere completati già con il raggiungimento di una certa
soglia di danno inflitto. Potendo contare su tutte le saghe principali
provenienti da Dragon Ball Z e GT, la struttura narrativa si presenta
quindi molto fedele all’anime originale, con alcune sequenze che non
mancheranno di coinvolgere il giocatore, soprattutto in corrispondenza
degli scontri con i nemici più carismatici quali ad esempio Freezer e
Cell. Questa scelta ha inoltre favorito un maggiore approfondimento di
alcune vicende, oltre ad aver permesso d’incrementare ulteriormente il
già immenso numero di personaggi disponibili (per un totale di
centosessantuno combattenti!), con alcune new entry davvero degne di
nota e presenti in diverse forme, quali ad esempio Re Vegeta, Nail,
Tamburello, Goku, il Grande Mago Piccolo, Arale, il generale Blue e
molti altri ancora. Ogni giocatore troverà quindi il suo personaggio
preferito, oltre che la possibilità di potr affrontare qualsiasi genere
di scontro suggerito dalla propria voglia di combattere.
Le novità non si fermano comunque qui, in quanto anche il numero delle
ambientazioni disponibili è stato portato a trenta, tutte molto fedeli
alle controparti animate e ben riconoscibili, che questa volta si
potranno avvalere anche di una propria versione notturna.
La particolarità di combattere sotto le stelle non sarà puramente
estetica, ma influenzerà non poco il vostro approccio all’avversario,
in quanto i Saiyan si ritroveranno in condizioni di vantaggio potendo
beneficiare della possibilità di potersi trasformare in giganteschi
scimmioni non soltanto dotati di una forza devastante, ma in grado di
effettuare tutta una serie di mosse speciali basate su colpi ad energia
che vi sconsigliamo caldamente di evitare se non vorrete fare una
brutta fine.
Tutti insieme per la Genkidama
Se dal punto di vista prettamente numerico, i miglioramenti sono stati
descritti poco sopra, ulteriore spazio va dedicato alle altre modalità
presenti, tra cui figurano alcune interessanti varianti rispetto al
passato. In questo episodio è nuovamente possibile combattere
liberamente contro un avversario, in sostituzione della battaglia Tag,
con la possibilità di poter utilizzare una variante a punti che
permette di gestire fino a cinque personaggi, seppure non in
simultanea. Anche la modalità di evoluzione del personaggio adesso si
basa su una sorta di “esperienza” espressa sotto forma di Z Points.
Maggiore sarà il punteggio ottenuto e più elevate saranno le
possibilità di personalizzazione del proprio combattente, grazie
all’assegnazione di oggetti in grado d’incrementare alcune
caratteristiche. Il rovescio della medaglia, cui bisogna fare
attenzione, è rappresentato dalle controindicazioni che questi items
potrebbero avere facendo scendere di pari passo il livello di altre
caratteristiche. Segnaliamo inoltre la possibilità di poter
"registrare", per poi rivederli, gli scontri più avvincenti.
Arrivati a questo punto, i più scettici potranno pensare che le novità
di questo prodotto siano già state descritte, ma è proprio qui che
entra in gioco il fondamentale miglioramento rispetto alla passata
edizione, in grado di cancellare qualsiasi dubbio circa la qualità del
gioco.
Nonostante DBZBT3 riprenda fedelmente lo stesso approccio dinamico del
precedente capitolo, i due giochi appaiono tanto accomunati e simili
dal punto di vista tecnico quanto profondamente differenti a livello di
sistema di controllo e giocabilità, oltre che per meccanica vera e
propria. Mantenendo inalterato il livello di divertimento raggiunto dal
suo predecessore, il merito degli sviluppatori è stato quello di non
aver voluto semplicemente migliorare qualcosa che già era parso
positivo, ma di aver voluto a tutti i costi provare a realizzare
un’esperienza di gioco che fosse migliore in tutti i sensi, permettendo
di fare quello che prima era solo stato parzialmente mantenuto,
attraverso un’interazione con i comandi nuova e ben riuscita.
La prima importante introduzione consiste nella possibilità di poter
scegliere la propria configurazione preferita tra il Classic
Controller, il joypad del Gamecube o l’accoppiata Nunchuk – Wii Remote,
su cui ci soffermeremo per descrivervene le particolarità. Il movimento
del personaggio (volo incluso) è ora stato interamente affidato allo
stick analogico del Nunchuk, mentre attraverso combinazioni del D Pad e
dei pulsanti A e B posti sul Wii Remote è possibile effettuare colpi
normali, mosse ad energia comuni e teletrasportarsi, senza contare
tutte le altre combinazioni di movimenti difensivi ed offensivi in
grado di disorientare l’avversario permettendovi poi di lanciare
attacchi devastanti. Ciò che rende estremamente appagante il tutto è
però la possibilità di poter finalmente scagliare le mosse speciali più
potenti (il Final Flash di Vegeta su tutti!) mimando esattamente i
movimenti della controparte animata.
Ciò è finalmente possibile senza più dover tener conto dello scomodo e
poco preciso puntatore presente nel precedente episodio, con l’aggiunta
di un simpatico aiuto a schermo, che non mancherà di fornire utili
indicazioni circa i movimenti da effettuare. D’ora in poi lanciare un
Makankosappo, una sfera Genkidama o un Big Bang Attack non soltanto si
rivelerà semplice e immediato, ma incredibilmente divertente e
appagante, una volta che il colpo sarà andato a segno.
Questo approccio così diverso potrebbe inizialmente disorientare chi
era ormai abituato al vecchio sistema di controllo, ma dopo un moderato
periodo di allenamento siamo certi che tutti riusciranno a rendersi
conto di quanto adesso sia tutto più immediato e fedele allo spirito
originale che avrebbe dovuto approdare già in passato.
Inizia il Torneo Tenkaichi
Prima di parlare dell’aspetto tecnico è opportuno dedicare più di una parola alla modalità online,
mancante nel precedente episodio e finalmente introdotta per la gioia
di tutti coloro che l’avevano richiesta. Durante le prove da noi
effettuate, a distanza di pochi giorni dalla messa in commercio del
gioco, i risultati sono stati discontinui. Il servizio offerto
attraverso la WiFi Connection non è ancora stabile ed esente da
difetti, soprattutto in questo primo periodo di vita del titolo.
Potrebbe capitare quindi che la ricerca del proprio avversario non
avvenga in modo rapido o potreste imbattervi in alcuni lag piuttosto
evidenti e in grado di compromettere a livello di giocabilità una
partita.
E' bene comunque rassicurare tutti che la situazione è destinata
rapidamente a migliorare, così come era accaduto in Giappone a suo
tempo, pertanto non possiamo che considerare comunque positiva questa
modalità, contando sul fatto che per poter trarre delle conclusioni
definitive saranno necessarie alcune settimane a pieno regime.
Tornando ad argomentazioni puramente tecniche, a livello grafico e
sonoro siamo all’incirca sugli stessi livelli della passata edizione.
Il Cel Shading utilizzato è ottimo e ricalca fedelmente lo stile
dell’anime, così come perfezionati appaiono gli effetti di luce e le
animazioni di alcuni personaggi. Le dimensioni delle arene sono state
in parte ampliate e per quanto obiettivamente non siano costituite da
strutture poligonali di elevata complessità sono le stesse della serie
animata, riuscendo a convincere anche grazie alla possibilità di
poterle quasi interamente distruggere durante i combattimenti.
Altrettanto pregevole il comparto sonoro, che si segnala per qualche
brano interessante e per il solito immenso numero di effetti sonori
tratti direttamente dal doppiaggio originale.
Dal punto di vista della longevità si tratta probabilmente del gioco di
Dragon Ball Z definitivo, superiore al precedente capitolo. Dove questo
titolo appare positivamente diverso e migliore è proprio nel gameplay,
più che mai migliorato da un sistema di controllo completamente nuovo e
in grado di utilizzare con intelligenza il controller del Wii. Al
giocatore verrà spontaneo sentirsi esaltato nell’effettuare i colpi più
spettacolari, grazie ad una giocabilità ottima che migliora con il
trascorrere del tempo. Consigliato non soltanto a chi non possiede il
precedente episodio, ma a tutti gli appassionati di questa serie, come
ultimo e definitivo gioco dedicato ai guerrieri Z.
(www.spaziogames.it)
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