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Mercoledì 09 Aprile 2008 14:35 |
Dopo la buona prova di SBK-07, i ragazzi milanesi di Milestone
tornano col primo seguito della loro serie motociclistica ambientata
nel mondo della Superbike.
Il successo di pubblico raccolto col primo episodio - non una killer application,
ma sicuramente un titolo solido e appagante per i fan delle due ruote –
ha portato alla produzione di un nuovo capitolo, che per la prima volta
gareggia sui circuiti potenziati della next generation.
Manca ancora un po’ all’uscita ufficiale, ma abbiamo potuto provare una
versione giocabile che ci ha dato diverse informazioni interessanti su
quello che sarà il prodotto finito.
Genere: Guida
Produttore: LAGO
Sviluppatore: Milestone
Distributore: Leader
Data uscita: Maggio 2008
Un gioco adatto a tutti
Già nell’edizione 2007, gli sviluppatori erano riusciti a raggiungere
un buon compromesso tra arcade e simulazione, ma questa volta si è
voluto fare di più. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire
un’esperienza di gioco che sia adatta sia ai neofiti del genere e a chi
vuole divertirsi in fretta senza troppi pensieri, sia a chi è
interessato a qualcosa di più approfondito e simulativo, che riproduca
realisticamente la preparazione e la guida di una moto da Superbike.
Per raggiungere questo obiettivo sono stati approntati cinque diversi
livelli di “difficoltà” (tra virgolette), da quello più arcade a quello
più realistico. Col crescere dei livelli, il giocatore deve gestire un
numero sempre maggiore di parametri: se al primo stadio può
preoccuparsi solo di vincere le corse (ma anche in questo caso dovrà
stare attento a guidare con abilità), all’ultimo dovrà essere capace di
monitorare ogni più piccolo cambiamento in termini di customizzazione
del mezzo, senza contare l’accresciuta intelligenza artificiale degli
avversari.
I cinque stadi non sono nemmeno così chiusi, e l’impressione è che questo nuovo SBK sia in grado di offrire un range
di possibilità davvero elevato. L’utente può modellare il gioco a suo
piacimento, settando un gran numero di parametri per adattare
progressivamente il titolo al suo livello, così da provare
un’esperienza sempre divertente ma mai frustrante.
SBK-08 introduce le figure del Pit e dell’Ingegnere. Il primo è
la zona dove possiamo lavorare sulla moto, perfezionandola in vista
delle prossime gare, mentre l’Ingegnere è una sorta di assistente
virtuale, che in base al team e al pilota da noi scelto ci dà consigli
e suggerimenti per ottenere il massimo dalle nostre risorse (anche
economiche).
Per gli appassionati della customizzazione, il Pit offre davvero molte
opportunità. Si può modificare praticamente tutto della moto, dalle
ruote ai freni, dalle sospensioni al motore. Per vedere i risultati di
questi aggiornamenti basterà consultare la telemetria al termine di
ogni corsa: in questa sezione possiamo analizzare la nostra intera
gara, per capire dove abbiamo sbagliato, dove possiamo migliorare,
quali risultati hanno portato le modifiche fatte in precedenza, e
persino confrontare più giri all’interno della stessa sfida. L’idea è
quella di soddisfare gli smanettoni, ma anche di invogliare i
novellini, che dovrebbero essere stuzzicati dalle mole di possibilità
offerte.
Passiamo alla guida
Pad alla mano, il gioco offre buone sensazioni. I livelli di difficoltà
sono effettivamente molto diversi: vincere in modalità arcade è
piuttosto facile, mentre le cose si complicano notevolmente salendo
all’ultimo gradino del realismo. L’IA degli avversari è stata
potenziata: i piloti cercano le traiettorie migliori ma non si adagiano
eccessivamente su comportamenti precalcolati. Se diventate aggressivi
non esitano a reagire, e non stanno certo ad aspettarvi una volta che
vi hanno sbattuto per terra. Ogni pilota ha caratteristiche peculiari e
diverse abilità, per cui battere Troy Bayliss è molto più complicato
che superare un giovane appena arrivato nel circuito.
Anche la fisica del gioco è migliorata, con una buona sensazione di
guidabilità e una soddisfacente interazione con la pista e con gli
altri piloti. Gli incidenti sono davvero spettacolari a vedersi, ma
anche i cambiamenti climatici sanno stupire: ci sono quattro diverse
condizioni atmosferiche, compresa la pioggia, e l’influenza del tempo
sulla guida si nota immediatamente.
Dal punto di vista strettamente audiovisivo, il lavoro svolto sembra
pregevole (e non dimentichiamo che proprio la grafica era uno dei
talloni d’Achille del prequel).
I modelli poligonali dei piloti e delle moto sono dettagliati, e anche
lo scenario è molto curato. Sembra insomma che i ragazzi di Milestone
abbiano preso sul serio il passaggio alla next generation, costruendo
il gioco a partire dalle nuove piattaforme, piuttosto che offrendo
semplicemente una versione in alta definizione del loro motore grafico
precedente.
Sono disponibili diversi punti di vista, e il più riuscito è senza
dubbio quello posizionato sul manubrio, che offre la maggiore
sensazione di realismo.
Il framerate è quasi sempre piantato sui 30 fps. Diciamo “quasi” perché
in effetti qualche rallentamento si nota, ma gli sviluppatori ci hanno
fatto sapere che sono perfettamente al corrente del problema, e in
queste settimane stanno lavorando sodo proprio per limare questo e
altri difetti. Ci sarebbero infatti da segnalare alcuni bug e
imperfezioni, che però sono ben presenti sui taccuini di Milestone: la
promessa (vedremo se mantenuta) è che si possa eliminare ogni difetto
prima della release ufficiale.
Note positive anche dal sonoro. Niente di rivoluzionario in verità, ma
il campionamento dei suoni dei motori è sicuramente ben fatto, e
basteranno pochi cambiamenti nell’assetto della moto perché il rombo
prodotto sia differente.
Il gioco definitivo conterrà 12 circuiti (tra cui Brands Hatch, Monza,
Losail e Brno), tutti basati su licenze ufficiali e perciò riprodotti
nel dettaglio di ogni curva. Possono gareggiare al massimo 22 piloti
per ogni corsa, mentre per quanto riguarda la modalità on line (da
valutare più compiutamente in fase di recensione) si dovrebbe poter
arrivare fino a 16.
(www.spaziogames.it)
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